Sostenibilità

Vivere consapevole: tutto quello che devi sapere per iniziare ad avere una “clean beauty”

17 Settembre 2020

Ormai si sa, è nostro dovere nel 2020 avere uno stile di vita sostenibile. Non è più una questione di essere “rivoluzionari”, basti pensare che il 22 Agosto di quest’anno abbiamo già prosciugato le risorse del pianeta a nostra disposizione per tutto il 2020.

Modificare le nostre abitudini (leggi qui per saperne di più su come iniziare ad avere una vita più sostenibile), impegnarci a limitare il consumo di plastica (leggi qui se vuoi qualche consiglio al riguardo), mangiare più sano, fare la spesa in modo consapevole guardando la provenienza dei prodotti sono passi fondamentali da fare ma, per quanto riguarda il beauty?

Avete mai riflettuto sull’impatto che ha la nostra beauty routine sia su di noi che sull’ambiente?

Io me ne sono resa conto tanti anni fa, quasi per caso, e da allora ho scelto di utilizzare sia per il make-up, che per la cura del corpo e dei capelli prodotti eco-bio. Ricordo che tutto è iniziato per un problema alla cute che non riuscivo a risolvere e presa un po’ dalla disperazione ho digitato su google ” shampoo con ingredienti naturali”.
Mi si è aperto un mondo!
Ho iniziato a scoprire l’INCI, l’esistenza di sostanze chimiche e nocive ma soprattutto, mi sono resa conto di quanto fino a quel momento avevo acquistato senza sapere di fatto cosa stessi acquistando.


In questo articolo troverai:

  • Il potere che ha il consumatore nell’orientare il mercato
  • Cosa significa e cos’è la clean beauty?
  • Cosa sono i siliconi, i petrolati, i parabeni e i PEG e perché è importante evitarli
  • L’importanza di saper leggere l’etichetta dei prodotti che compriamo
  • Attenzione al greenwashing!
  • Perché passare ai prodotti eco-bio?
  • Dove acquistare i prodotti eco-bio per una “clean beauty”?
  • Perché i cosmetici eco-bio costano così tanto rispetto a quelli tradizionali?

Il potere che ha il consumatore nell’orientare il mercato

Negli ultimi tempi, noi consumatori, ci stiamo rendendo sempre più conto dell’enorme potere che abbiamo nell’ orientare il mercato . Siamo proprio noi, con i nostri acquisti, a determinare la produzione di un prodotto piuttosto che un altro. Questa consapevolezza da parte del consumatore si è allargata a tutti i settori di produzione, da quello del cibo a quello della moda fino a quello del beauty. Non è un caso infatti, che, proprio in questo ultimo periodo, sia nata la tendenza“clean beauty”.
Ma, cos’è e di cosa si tratta? Scopriamolo insieme!

Cosa significa e cos’è la clean beauty?

Negli ultimi anni, anche in ambito beauty, i consumatori hanno iniziato a porsi domande, a chiedersi che tipo di prodotti si stessero spalmando sulla loro pelle e di conseguenza ad informare le aziende su cosa gli piacesse e cosa invece no. Da qui nasce il trend della clean beauty che, come suggerisce il termine stesso, vuole indicare una cosmetica più “pulita” che prevede una maggiore trasparenza sia a livello di ingredienti utilizzati sia di filiera produttiva (pieno rispetto del lavoro umano, delle stagioni e dell’ambiente circostante).

Sicurezza, sostenibilità, etica e trasparenza sono le parole d’ordine del movimento attivista clean beauty che , non solo pretende linee guida più severe ma, vuole anche che l’industria della cura personale non usi più ingredienti dannosi. 

Clean beauty significa avere un nuovo modo di approccio alla cosmetica, più consapevole e basato sulla volontà di voler fare la differenza nella propria quotidianità. Si tratta dunque di una cosmetica non necessariamente al 100% biologica ma comunque priva di ingredienti tossici e inquinanti come: parabenisolfatiftalatiSLSSLESformaldeideoli mineralisiliconicoloranti e fragranze artificialischermi solari chimici e molte altre in favore di una cosmesi eco green.

Cosa sono i siliconi, i petrolati, i parabeni e i PEG e perché è importante evitarli

L’industria cosmetica tradizionale utilizza certe sostanze per garantire lunghi tempi di conservazione ai prodotti, per aumentarne il ciclo di vita sugli scaffali, regalare risultati immediati e così via.
Le sostante più comuni che si trovano sono:

  • Gli SLS e SLES che sono dei tensioattivi molto economici che producono moltissima schiuma e per questo usati nei prodotti per la pulizia del corpo e dei capelli.
  • I siliconi che sono composti inorganici non presenti in natura il cui scopo è quello di rendere morbidi e setosi i capelli ed un aspetto immediatamente più levigato al viso.
  • I petrolati sono idrocarburi derivati dalla raffinazione del petrolio come la paraffina, la vaselina e gli oli minerali.
  • I PEG sono composti sintetici di derivazione petrolifera e sono usati come tensioattivi – sostanze lavanti – per shampoo, oli e creme.
  • parabeni sono utilizzati come conservanti per via del loro basso costo e per le loro proprietà battericide e fungicide.

In un primo momento, se utilizzare prodotti con questi ingredienti può dare l’impressione di avere ottimi risultati, nel lungo termine non è così. Questo perché sostanze come i siliconi non apportano alcun nutriente a pelle e capelli, anzi, creano un film isolante che non permette loro di assorbirne altri.

L’ho sperimentato proprio sulla mia pelle e sui miei capelli.
Dopo qualche mese di non utilizzo di prodotti con questi tipi di sostanze, i miei capelli si sono mostrati spenti, sfibrati e deboli. Questo è accaduto perché siliconi, petrolati, parabeni danneggiano l’epidermide e i capelli stessi. Ci è voluto un po’ prima di riuscire ad avere di nuovo capelli belli e sani.

Insomma, la funzione di sostanze come i siliconi è quella di dare un effetto solo apparente e non reale.

Ma c’è di più!

Queste sostanze hanno anche un impatto ambientale non indifferente sia in fase di estrazione sia in fase di rilascio. Un esempio possono essere i petrolati che, essendo dei derivati chimici del petrolio, non sono biodegradabili. Ci sono poi da considerare i 1715 milioni di tonnellate di anidride carbonica, le microplastiche, i silossani…

Utilizzare prodotti che contengono questo tipo di sostanze, significa farle arrivare, attraverso le fognature e i tubi di scarico, nei mari e nei fiumi inquinandoli e “soffocando” i pesci. Basti pensare alla schiuma quando facciamo la doccia!

L’importanza di saper leggere l’etichetta dei prodotti che compriamo

Ma allora noi consumatori come facciamo a tutelarci e a tutelare l’ambiente? La risposta l’abbiamo proprio dietro la confezione di ogni singolo prodotto che acquistiamo. Il segreto sta tutto nel saper leggere l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) ovvero l’elenco che indica i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico.

Ammetto che all’inizio non è per niente semplice. Devi prendere confidenza con i nomi di ogni singolo ingrediente e avrai come l’impressione di non avere quasi nessuna scelta. Ti sembrerà infatti che ogni prodotto contenga soltanto le sostanze che vorresti evitare e rimarrai stupito di quanto lunghe possano essere alcune di queste liste.

Non perderti d’animo, è solo questione di pratica. Fidati! Ci sono passata anch’io!

I primi tempi, mi è stato molto utile affidarmi all’EcoBioDizionario. Si tratta di uno strumento online che, proprio come in un dizionario, è possibile cercare una singola sostanza o l’intera composizione di un prodotto. Attraverso dei pallini colorati, ti verranno indicate le sostanze, dalle più ecocompatibili a quelle proibite. Puoi scaricare anche l’app, in questo modo potrai utilizzarla dove vuoi per qualsiasi dubbio.

Ricorda infine che l’INCI inizia sempre con l’ingrediente che ha una quantità maggiore all’interno del prodotto e via via tutti gli altri con una percentuale sempre minore.

Attenzione al greenwashing!

Le aziende, specialmente quelle tradizionali, notando un interesse sempre più crescente da parte dei consumatori per i prodotti “green” hanno iniziato ad adottare la tecnica del greenwashing ovvero un insieme di pratiche di marketing che mirano a creare un immagine naturale o ecologica di un prodotto quando di fatto non lo è.
Anch’io ne sono stata vittima diverse volte prima di comprendere questo meccanismo. Si tratta di una tecnica adottata in tanti ambiti, non solo nel beauty, e talvolta è davvero subdola.

Quante volte ti è capitato di leggere davanti alla confezione di un prodotto diciture come“100% Naturale” o “senza siliconi, parabeni.”? Quante volte hai avuto la sensazione che un prodotto fosse “naturale” solo perché presentava una foglia bella verde nel packaging?

Ecco, queste sono tutte tecniche di greenwashing!

Spesso le aziende utilizzano packaging dai colori naturali o pastello, un’etichetta in carta riciclata, una bella foglia verde in primo piano o diciture come “100% Naturale” o “senza” sulla parte frontale della confezione per confondere il consumatore che, rassicurato da quello che vede, si fida della trasparenza del brand e non va a leggere l’etichetta dietro la confezione.

Parole come “naturale” o “senza” vogliono dire tutto e niente. Se non c’è un ingrediente non significa che non sia stato sostituito con un suo similare o se troviamo parole come “naturale” non significa che sia sinonimo di “biologico” quindi senza OGM, senza concimi, fertilizzanti, pesticidi chimici e via dicendo.

Lo stesso vale per “cruelty free” e “vegan”.
Un cosmetico cruelty free” è un prodotto che non è stato testato sugli animali il che però non sta ad indicare che non contenga al suo interno ingredienti di origine animale (vegan).

La regola rimane sempre la stessa: leggere l’INCI!

Perché passare ai prodotti eco-bio?

Partiamo da un presupposto: la nostra pelle assorbe tutti i prodotti che utilizziamo.
Fondotinta, mascara e rossetti sono una minima parte dei prodotti beauty usati nel quotidiano, quindi, se ci riflettiamo bene, tra prodotti per l’igiene e quelli per la bellezza ogni giorno siamo esposti a tantissime sostanze, molte delle quali chimiche.

Decidere di passare a prodotti eco-bio, pertanto, significa fare un passo in più verso noi stessi e l’ambiente.

I cosmetici eco-bio sono infatti caratterizzati da una concentrazione molto alta di principi attivi estratti dalle piante, non hanno molecole o ingredienti di sintesi chimica poiché ritenuti dannosi per la nostra salute e per l’ambiente. Sono per questo privi di parabeni, SLS, SLES, petrolati e così via. L’assenza di queste sostanze, inoltre, rende i cosmetici eco-bio molto delicati e perfetti per chi ha la pelle sensibile o soffre di allergie.

L’industria green della bellezza è anche sempre più attenta alla provenienza delle materie prime e ai processi di lavorazione che devono privilegiare il basso impatto ambientale e l’impiego di energie rinnovabili. 

Che ne dici, non sono dei buoni motivi per iniziare ad avere una routine più clean?

Dove acquistare i prodotti eco-bio per una “clean beauty”?

I prodotti eco-bio possono essere acquistati sia nei negozi fisici della tua città sia online. A questo proposito, ci sono tantissimi e-commerce o piccoli negozi online che spediscono direttamente a casa in tutta Italia ma anche all’estero.

Uno dei primi e-commerce che mi viene in mente è Ecco-verde che ha una vastissima scelta di prodotti italiani e internazionali dall’INCI impeccabile ma, se ti è possibile, supporta sempre le piccole attività commerciali!

E i costi?

Perché i cosmetici eco-bio costano così tanto rispetto a quelli tradizionali?

Spesso, chi si avvicina ai prodotti eco-bio rimane sorpreso dal loro prezzo che di certo non è economico come quello dei prodotti da banco di un discount.

È capitato anche a me di pensare: “questo non lo prendo, costa troppo”, specialmente i primi tempi. Quello che posso dirvi è che quel costo viene ripagato in qualità, quantità e durata nel tempo. I prodotti eco-bio, parlo per esperienza, sono molto concentrati e ciò significa che hanno una durata molto più lunga rispetto ai prodotti di cosmetica tradizionale.

Inoltre, un cosmetico eco-bio ha svariate motivazioni che ne giustificano il prezzo più elevato rispetto ad un cosmetico tradizionale.

Una di questa, è l’utilizzo di ingredienti naturali, specialmente se biologici, che sono più costosi rispetto alle controparti sintetiche che hanno costi a volte davvero irrisori; poi, bisogna considerare i tempi di ricerca e formulazione che richiedono più studio e lavoro; o ancora, per garantire la perfetta durata del prodotto senza la presenza di conservanti c’è bisogno di materie prime di alta qualità e una ricerca di formulazione adeguata (= più costi).

Una guida completa alla cosmesi “clean”: biologica, etica, vegana, cruelty free

Viviamo in un mondo frenetico e ricco di informazioni sparse un po’ ovunque e spesso, anche se si vogliono apportare dei cambiamenti al nostro stile di vita, non sappiamo nemmeno da dove iniziare. Con questo lungo articolo ho voluto creare una guida capace di aiutarti a fare luce sul mondo della cosmesi “pulita” guidandoti passo passo.

Ho deciso di mettere a tua disposizione la mia esperienza e competenza per offrirti gli strumenti necessari ad approcciarti al mondo della clean beauty. Quando si decide infatti, di apportare dei cambiamenti, è fondamentale informarsi per poi poter raggiungere quella consapevolezza necessaria che ci spingerà a fare scelte altrettanto consapevoli sia per noi che per l’ambiente.

Tengo a sottolineare che, anche il mondo eco-bio non è perfetto, ci sono brand più o mento seri che hanno modi di produrre altrettanto più o meno seri. In generale, – nel settore cosmetico – c’è ancora molta strada da fare per garantire una totale sicurezza e pieno rispetto dell’ambiente ma i sostenitori del movimento clean beauty si stanno battendo per una normativa ufficiale sempre più chiara e applicabile a tutti i prodotti cosmetici.

Decidere di far parte di un cambiamento è già l’inizio del cambiamento stesso e tu ogni giorno puoi fare la tua parte con le tue scelte quotidiane!

Essere sostenibili non significa pertanto essere persone con uno stile di vita perfetto ma, semplicemente poter decidere, in base alle proprie possibilità, di fare scelte consapevoli.

Adesso, se vorrai e se hai trovato le giuste motivazioni, puoi dare vita anche tu alla tua skincare routine con cosmetici eco-bio!

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Puoi leggere anche una mia intervista su YES: Ysabella un blog specializzato in ecobio.

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