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Un giorno a Dozza: il borgo dei murales colorati dell’Emilia Romagna

4 Luglio 2020

Avete mai visto un paese incantato che sembra l’ambientazione di una fiaba? In Italia, più precisamente in Emilia Romagna, a soli 32 minuti da Bologna, sorge il borgo medievale di Dozza, un luogo dove l’arte si fonde con le stradine, i portoni delle case, i fiori appesi alle finestre e col suono delle campane.

Mi piace immaginare Dozza come una meravigliosa tela bianca che a partire dal 1960 ha iniziato a riempirsi di colori e immagini grazie alla Biennale del muro dipinto, una rassegna che nel mese di settembre degli anni dispari lascia libero sfogo alla creatività di tantissimi artisti e grandi esponenti di street art. Ogni opera si interseca alla perfezione con il contesto storico e culturale del paese a tal punto da renderlo uno tra i borghi più colorati e unici d’Italia la cui peculiarità risiede proprio nell’essere una galleria d’arte a cielo aperto.

Cosa vedere a Dozza: itinerario a piedi

La Rocca Sforzesca, simbolo medievale di Dozza

Dopo aver parcheggiato in Piazza Fontana a pochi metri a piedi dal centro di Dozza, la Rocca Sforzesca, simbolo medievale della città, è stata la prima cosa che abbiamo notato e che salta subito agli occhi.

La Rocca Sforzesca eretta nel 1250, riedificata nel Quattrocento per volere di Caterina Sforza, signora di Imola e Forlì, è stata contesa dalle famiglie Campeggi e Malvezzi prima di diventare, nel 1960, una casa museo aperta al pubblico .
Due torrioni angolari circolari si innestano sul corpo centrale a pianta poligonale mentre un ponte fa da accesso alla Rocca sotto il quale un tempo vi era un fossato pieno d’acqua. Al suo interno, oltre al cortile, alle sale, alle cucine, alle prigioni, vi è il Museo della Civiltà Contadina che narra la storia e l’economia dell’Emilia Romagna e l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna  una mostra permanente sulle attività vinicole della zona. Dozza infatti, oltre che per i suoi murales è conosciuta anche per l’alta qualità dei suoi vini.

I murales e le opere d’arte di Dozza

Di fronte la Rocca inizia il borgo vero e proprio da cui si intravedono già i primi murales colorati che sbucano sul muro quasi a volerti invitare a proseguire. Il tempo tra le viuzze sembra dilatarsi e ad ogni passo non si può fare a meno di soffermarsi ad ammirare i capolavori che adornano bar, case, negozi, scale e fontane.

Ogni angolo trova posto per una creazione, nuvole sui soffitti e intorno ad un arco, orologi, draghi e persino un grifone che si abbevera da una doccia. Quest’ultimo, non è una rappresentazione casuale dal momento che la cittadina di Dozza veniva chiamata Ducia e poi Dutia ovvero “doccia” per via di un acquedotto proveniente dal Monte del Re che accumulava l’acqua in una cisterna.

Camminando, ci si rende conto di essere completamente immersi nell’arte, proprio come in un museo ogni opera ha un suo cartellino in cui viene indicato il titolo, l’anno e l’artista che ha realizzato l’opera ed è impossibile non notare che alcune di queste siano state realizzate da veri maestri della pittura come Sebastian Matta, Bruno Saetti, Riccardo Schweizer, Norma Mascellani.

Le raffigurazioni sono molto variegate fra di loro, ci sono paesaggi, scene di vita contadina, immagini astratte e persino fantasy, quest’ultime risalenti agli anni più recenti. Hanno forma, dimensione, tecniche diverse fra loro a dimostrazione di quanto non ci sia limite alla creatività di un artista ma soprattutto come quello che in genere è considerato motivo di degrado – i murales per l’appunto – può essere invece l’espressione più assoluta della bellezza, quella che valorizza e non stravolge.

Tra i vari murales che ho apprezzato, di certo non posso non citare “The two Woman chatting” (Kamil Tarqosz – 2000) e “l’Angelo di Dozza” di Giuliana Bonazza in Via XX Settembre.

Quest’ultimo è tra le raffigurazioni più note di Dozza e si tratta di una gigantesca figura dalle sembianze androgine appoggiata ad una porta, quasi a volerla proteggere, le cui ali rosa hanno una forma indefinita mentre la sua espressione serena trasmette tranquillità a chi l’ammira.

L’oasi verde di Dozza

Dozza sorge tra le colline emiliane ed è per questo che la nostra visita non poteva non concludersi proprio in mezzo al verde. Abbiamo così sostato al Parco Tozzoni e imboccato il percorso panoramico attorno al borgo lungo la via di S. Anastasia concedendoci una passeggiata dall’atmosfera campestre.

Una chicca su Dozza che forse non sai…

A Dozza potrai visitare il centro studi Tolkieniani, il primo centro studi al mondo dedicato a J.R.R. Tolkien, l’autore de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli.

Visitare Dozza in un giorno: il borgo emiliano famoso per i suoi murales

Dozza è un borgo molto piccolo, di poco più di 6000 abitanti ed è perfetto per una gita fuori porta anche solo per mezza giornata. Se amate l’arte, la bellezza a 360 gradi, i piccoli borghi e gli angoli curati dovete assolutamente visitarlo! Perdetevi tra le viuzze, assaporate la sensazione che si prova nel girovagare senza meta e nell’interpretare le varie opere d’arte che sono sempre lì h 24 rimanendo all’aria aperta.

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